La figura del media educator diviene sempre più importante e delicata oggi che la multimedialità digitale si è sostituita ad una multimedialità analogica; le ICT (Information e Communication Technology), presenti nella scuola come nella vita quotidiana, ci rapportano ai sistemi simbolici e culturali in un modo del tutto nuovo. Gli educatori non possono ignorare l’esperienza del passato, la cultura del libro e le relazioni faccia a faccia, ma devono tenere conto che viviamo ormai nell’epoca del web 2.0, ovvero in un contesto che ci permette di condividere nuovi spazi sociali; un’epoca, la nostra, caratterizzata dalla personalizzazione dei consumi, dove il divario tra fruizione passiva e attiva è ormai enorme. Si parla infatti di cittadinanza digitale come consumo autonomo, che vede la partecipazione diretta dei cittadini nel corso dei processi decisionali sostenuta dalle nuove tecnologie della comunicazione; la possibilità di compiere scelte pubbliche mediante le ICT ha introdotto in seguito il concetto di E- Democracy, un insieme di politiche volte ad espandere il potere dei cittadini attraverso un’azione di sostegno della partecipazione alla vita politica.Lo scopo principale della media education in questo contesto è realizzare percorsi educativi che promuovano la capacità di porsi in modo critico nei confronti dei media, acquisendo una competenza mediale che consenta di fruire i media in modo consapevole.
Scuola, animazione culturale e famiglia sono tre canali che devono lavorare insieme per aiutare i ragazzi a diventare cittadini digitali in grado di pensare con la propria testa.
In un’ottica di cittadinanza digitale, infatti, la media education deve occuparsi delle nuove tecnologie digitali considerandole validi strumenti, risorse che vanno integrate con libri di testo e incontri in presenza, senza però cadere in una deriva tecnologista.
Le tecnologie multimediali rappresentano in questo senso una sfida: occorre appropriarsi dei nuovi linguaggi, che portano a nuove forme di interattività e integrazione, senza però lasciarsi troppo trasportare da virtuosismi fini a sé stessi: i new media devono rappresentare il mezzo e non il fine della media education. Così come la rete, che rappresenta uno spazio virtuale ormai ben presente nella vita di tutti i giorni; è una realtà che non può essere ignorata e che quindi un insegnate o un animatore culturale deve considerare. Un social network ad esempio, potrebbe costituire una risorsa importante ai fini della media education, purché gli utenti non si limitino ad usarli per dimostrare la loro presenza in rete, cadendo nell’ansia di connessione, che porta ad uno smodato bisogno di esserci e di esaltare la personalità attraverso la costruzione di profili.
Un Social network può rivelarsi un importante strumento per l’educazione e la socializzazione se lo si considera come un mezzo per comunicare con gli altri, per instaurare un dialogo con persone che vivono una realtà altra, gettando un ponte tra diverse realtà e diverse culture.
Iolanda Romano, Med Master
Nessun commento:
Posta un commento