domenica 19 settembre 2010

Chi regola chi? La media education come strumento di formazione/educazione.

Conoscere rappresenta l’elemento essenziale di una sana formazione/educazione alla vita, importante per l’acquisizione dei soggetti di uno sviluppo critico della realtà che li circonda. I minori ne sono i veri protagonisti, il “fulcro vitale” di un cambiamento positivo nel mondo. La Società di oggi è in continua evoluzione: la crescita delle ICT consente all’uomo di avere un potenziale conoscitivo superiore rispetto agli anni passati. Pensiamo a motori di ricerca quali Google, al Web 2.0 e alla possibilità di creare/ottenere/scambiare informazioni in modo immediato, divenendo portatori stessi di conoscenza. I media, intesi come vettori valoriali, sono capaci di penetrare nel vissuto dei ragazzi e aiutarli nel processo di costruzione della propria identità sociale e individuale (Morcellini, 2003). Se ci si ferma un attimo a riflettere, però, ci si rende conto che sarebbe necessaria un’adeguata formazione/educazione all’utilizzo dei media, per non rischiare di assorbire contenuti che possano ledere il nostro “io” più profondo, costantemente in crisi da continui processi di cambiamento sociale: “si viaggia senza avere un’idea precisa della meta finale, non si va più alla ricerca di una società buona, non si sa di cosa si va in cerca, si è soltanto bramosi di correre” (Beck, 2000). E’ necessario tutelare e tutelarsi di fronte ad una realtà complessa come la nostra. Si cercano nuove forme di aggregazione per dare un senso alla propria vita, per non rischiare di rimanere soli. I giovani hanno, dunque, voglia di emozionarsi di nuovo? Emozionare è un’arte e le nuove ICT stanno offrendo anche questo: pensiamo, ad esempio, ai videogiochi virtuali o ai film in 3D che consentono al soggetto di immergersi in un’esperienza unica ed irripetibile. E gli old media? Quale futuro per loro? A differenza degli altri mezzi di comunicazione, la tv diventa “fredda”. Ossia perde la sua autorevolezza non occupando più un ruolo centrale nella tastiera dei consumi culturali giovanili. Si parla di disinfiammazione televisiva (Morcellini, 2002) in cui ciò che cambia non è il consumo ma le modalità di fruizione della tv. Soffermiamoci, ora, sulle diverse tipologie di contenuto della programmazione televisiva che vengono proposte e fruite dagli utenti. Si parla di fruizione attiva del soggetto, ma la realtà è che spesso vengono proposte offerte televisive non adatte ad un pubblico di minori. E chi, più dei bambini, necessita di tutela in tal senso? L’Associazione Tv e Minori, parte integrante del Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione Media e Minori, rappresenta l’anello di congiunzione tra i minori e la televisione, un “supervisore umano” della tecnologia. Rivolto a tutelare i diritti e l’integrità psichica e morale dei minori, il Codice enuncia una serie di principi e norme di comportamento per le Emittenti. Il venir meno di tali principi comporta, da parte del Comitato, una verifica delle violazioni del Codice, con l’effetto giuridico di imporre alle Emittenti di far conoscere all’utenza televisiva la violazione commessa. Ma chi esercita il potere sanzionatorio amministrativo con efficacia coattiva è l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), alla quale pervengono le delibere del Comitato. Questo tipo di controllo è fondamentale per garantire ai giovani un’adeguata comunicazione mediale. La Media Education, in tal senso, si propone di sviluppare nel singolo informazione e comprensione critica sulla comunicazione con/ai/per i media, attraverso attività di formazione/educazione, con lo scopo di stimolare una riflessione non solo sulla loro natura e caratteristiche, ma anche sui potenziali effetti sociali e cognitivi del loro sviluppo (Morcellini, 2004). Il Comitato, tramite l’Associazione Tv e Minori, si lega alla Media Education come soggetto utile e partecipativo alla riflessione su ciò che viene trasmesso dai mezzi di comunicazione, in particolare dalla televisione, mediante una collaborazione attiva con il master Multimedia Education, realizzato dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione della “Sapienza Università di Roma”, ProMEDIA2000 e il MED (Associazione Italiana per l`educazione ai media e alla comunicazione). Formare ed educare partendo dai giovani, ma con progetti che includano coloro che per i minori rappresentano veri e propri “punti di riferimento”: gli educatori (genitori ed insegnanti). L’obiettivo? Disinnescare il bombardamento mediatico a cui tutti siamo sottoposti attraverso lo sviluppo di una reale consapevolezza critica, con maggior riguardo verso i minori e con il coinvolgimento attivo degli educatori, attraverso il trasferimento delle conoscenze maturate in seno all’Associazione e dovute all’attività del Comitato.

Silvana Costa